Il progetto MEDITA-RAI
La Regione Emilia-Romagna ha promosso, e parzialmente finanziato, il progetto Lepida, una nuova rete di telecomunicazioni a banda larga per le pubbliche amministrazioni. Nelle province di Reggio, Parma e Piacenza, la sua realizzazione è stata affidata a Enìa, che copre una parte rilevante dei costi con risorse proprie.
In Emilia-Romagna, la rete Lepida potrebbe essere la soluzione alla domanda di connettività e servizi di rete del sistema scolastico. Per questo motivo gli assessorati scuola del Comune e della Provincia di Reggio Emilia, il CSA , Enìa e RAI Educational, hanno promosso un progetto di sperimentazione di contenuti e servizi per la scuola. Da alcuni mesi, RAI Educational distribuisce su MEDITA (MEdiateca Digitale ITAliana, una piattaforma multimediale WEB) parte del suo archivio di prodotti video per la scuola. La sperimentazione di MEDITA è stata pianificata in due fasi: primavera 2005, autunno-inverno 2005-2006. La prima fase si è conclusa nel giugno 2005. Materiali video MEDITA sono stati utilizzati, in classe, da una ventina di insegnanti, in quattro scuole, dalle elementari alle medie superiori.
Alla sperimentazione Medita RAI partecipano:
1. I.C. Don Borghi
2. I.C. Kennedy
3. Scuola secondaria di 1° grado Da Vinci-Einstein
4. Scuola secondaria di 2° grado Matilde di Canossa
In due casi, per iniziativa degli insegnanti, intorno ai filmati sono stati realizzati progetti di apprendimento innovativi e sperimentali; una classe è stata stimolata a produrre e filmare una propria sceneggiatura.
Durante la sperimentazione sono stati girati documentari che saranno trasmessi sui canali satellitari di RAI Educational.
La seconda fase di sperimentazione,attualmente in corso, risponde a richieste di insegnanti che vorrebbero approfondire l’uso di strumenti video e multimediali in contesti di apprendimento costruttivisti e socio-costruttivisti.
Approccio scelto
L’adesione alla sperimentazione della Mediateca digitale italiana (MEDITA) si inserisce in un dibattito sull’ingresso delle nuove tecnologie nella scuola su cui si è ragionato a lungo.
La premessa iniziale è stata che l’utilizzo delle nuove tecnologie può essere orientato alla costruzione/sperimentazione di una didattica innovativa secondo un approccio sociocostruttivista all’apprendimento/insegnamento
Un problema cruciale della scuola oggi è riuscire infatti a negoziare il suo tradizionale ruolo trasmissivo con un nuovo ruolo che è quello di creare le condizioni per favorire la partecipazione attiva dei ragazzi al processo sociale di costruzione delle conoscenze.
E’ sempre più pressante l’esigenza di creare contesti di apprendimento nei quali gli studenti, attraverso nuove modalità di relazione che investono sia il gruppo dei pari sia i docenti, possano procedere alla negoziazione e alla costruzione delle loro conoscenze secondo stili di apprendimento più individualizzati
Le nuove tecnologie mediate dal computer in rete possono essere in questo senso un luogo non solo di informazione, ma di partecipazione a processi di costruzione collettiva del sapere: infatti implicano flessibilità (non tutti fanno la stessa cosa nello stesso momento) e favoriscono la rottura dell’autoreferenzialità (la scuola non fa tutto ma si inserisce in una rete di relazioni:territorio,altre scuole,agenzie,associazioni ecc)
“Accanto ad una rappresentazione del Web come magazzino o banca dati, esiste infatti una dimensione del Web come luogo ambiente per attività di costruzione collaborativa, un ambiente che può essere adattato e trasformato in luogo di lavoro condiviso…
Costruire per documentare e condividere è un’attività che appare molto legata alle caratteristiche della rete. Un’ altra dimensione è connessa alle forme comunicative che sulla rete possono trovare spazio.
Internet non possiede un motore interno, non ha centro, è in perenne metamorfosi, in un processo continuo di costruzione e rinegoziazione potenzialmente aperto a tutti…” (1)
Questa continua costruzione e rinegoziazione rappresenta una chiave di volta nella costruzione di significati condivisi.
Consente l’esplorazione e la creazione di forme e di linguaggi di comunicazione differenti e multimediali . Le nuove tecnologie in sostanza possono funzionare da facilitatori e sollecitatori della comunicazione.
In questa ottica la sperimentazione dell’ambiente di apprendimento della piattaforma Medita si colloca non tanto come centro di distribuzione di materiali digitali ma come ambiente pedagogico in cui può trovare spazio una progettualità creativa condivisa.
La documentazione
Al termine della prima fase di sperimentazione è stato costruito un
report (2) che racconta alcuni dei percorsi condotti nella prima fase.
Riteniamo che la documentazione sia di fondamentale importanza per sostenere pratiche didattiche e di lavoro innovative tra gli insegnanti e che anche attraverso la diffusione delle best practices si possano valorizzare le potenzialità che le tecnologie offrono alla didattica nella prospettiva di apprendimenti che si costruiscono tramite lo scambio ed il confronto.
Attraverso la sperimentazione si è costituito un gruppo di insegnanti che ha intenzione di continuare a lavorare per capire come davvero le nuove tecnologie possono portare l’innovazione dentro alla didattica, o come dentro la didattica possono avere significato, senza diventare un sostituto del libro di testo.
Il Portale può rappresentare una opportunità per creare un ambiente di scambio tra scuole; uno strumento dove gli insegnanti si scambiano i materiali, costruiscono riflessioni, dove i ragazzi e le classi mettono insieme materiali nuovi.
Fase 1: il percorso della classe 1D della scuola secondaria di 1° grado “A. Fontanesi”
Insegnante:Silvia Nobili
Ambito disciplinare: Storia
Fase 2: il percorso della classe 2C della scuola secondaria di 1° grado “Don P. Borghi”
Insegnante: Silvia Villa
Ambito disciplinare: Scienze
Fase 2: il percorso della classe 2C della scuola secondaria di 1° grado "A.Fontanesi"
Insegnante: Claudia Biagini
Ambito disciplinare: Scienze